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Progetto pilota della Provincia regionale di Catania contro il randagismo

Posted by admin on dic 16th, 2009 and filed under Catania. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

randagismoLa Provincia regionale di Catania è il primo Ente in Italia ad aver avviato un progetto di contrasto al fenomeno del randagismo, con la sinergia di tutti gli attori coinvolti.

Questa mattina, a Palermo, è stato siglato il protocollo d’intesa tra la Provincia di Catania, l’assessorato regionale della Sanità, dipartimento per le attività sanitarie ed osservatorio epidemiologico e l’Azienda Sanitaria provinciale di Catania.
«Negli ultimi tempi, il fenomeno del randagismo  ha assunto carattere di emergenza sociale – ha dichiarato il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione –, procurando giustificato allarme nella popolazione. Per questo la mia Amministrazione ha voluto definire una strategia articolata ed efficace che potesse occuparsi del fenomeno. Un’azione di contrasto al randagismo – ha aggiunto – non può che essere condotta in ambito sovracomunale, dal momento che il problema ha una dimensione che valica i confini e le possibilità d’intervento dei singoli Comuni. Non è da trascurare inoltre – ha sottolineato Castiglione – che la Provincia solleverà i comuni di circa il 50% della spesa per le iniziative anti randagismo e per il mantenimento dei cani». «Il progetto presentato dalla Provincia di Catania è ottimo – ha dichiarato entusiasta la dottoressa Antonella Bullara, direttore generale del dipartimento per le attività sanitarie ed osservatorio epidemiologico, accompagnata all’atto della firma dal dott. Pietro Schembri, caposervizio Sanità veterinaria e dal dirigente Vincenzo Bonomo. Sono già tante le Province siciliane che vogliono sperimentare lo stesso progetto – ha concluso Bullara – e sono certa che questo possa rappresentare un programma pilota per tutta l’Italia».
Nello specifico la Provincia di Catania svolgerà l’incarico di coordinare e di attuare tutti gli interventi necessari per la raccolta dei dati sugli affidamenti a strutture fuori provincia di cani catturati in tutto il territorio provinciale e relativo costo per il mantenimento e per la raccolta dati sui servizi cattura cani affidati a soggetti privati e relativo costo; del censimento delle aree o strutture pubbliche che possono essere utilizzate per il ricovero dei cani randagi dati in affidamento a strutture extra provinciali. Sulla base dei dati così ottenuti, sarà elaborato un programma operativo che comprende: indicazioni per il trasferimento, in via temporanea e con l’intesa del Servizio Veterinario dell’ASP, di tutti i cani che possono essere ricoverati presso tali strutture oppure, ove necessario, presso recinti da realizzare sempre in via temporanea nelle more della costruzione dei rifugi sanitari; attivazione di protocolli d’intesa per il mantenimento dei cani prioritariamente con le associazioni protezioniste e, in via sussidiaria, con altri soggetti privati; definizione del fabbisogno e costruzione di nuove strutture di ricovero ordinarie. Nel protocollo d’intesa la Provincia si propone anche di attivare un servizio di cattura cani randagi sul territorio etneo a cui possono rivolgersi i privati cittadini mediante numero verde o altri mezzi di comunicazione. Dal canto suo, l’assessorato regionale per la Sanità, attraverso i suoi uffici, si impegna a garantire la presenza di proprio personale nella struttura di coordinamento per facilitare i percorsi amministrativi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di cui al presente Protocollo; di sensibilizzare i veterinari liberi professionisti a promuovere accordi per incentivare le operazioni di identificazione, registrazione e sterilizzazione dei cani randagi catturati; a ricercare le risorse finanziarie necessarie per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal presente protocollo. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, infine, garantirà, attraverso il Servizio Veterinario, la tempestiva ed efficace erogazione delle prestazioni sanitarie di propria competenza.
Il progetto realizzato dalla Provincia di Catania, inoltre, mette in rete tutti i Comuni etnei, la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Messina, l’Ordine dei Medici Veterinari, le Associazioni Protezionistiche e Animaliste, la Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate, il consorzio Zooservice di Adrano, Fenascop e le associazioni protezionistiche presenti nel territorio provinciale.

Speciale 1 maggio 2010

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