La prima vittima della ‘par condicio’ in vigore dall’11 febbraio è la trasmissione dai contenuti religiosi ‘A sua immagine’ in onda questo pomeriggio su Raiuno. La puntata prevedeva il ricordo di Vittorio Bachelet a trenta anni dalla morte corredato da una intervista al figlio Giovanni, parlamentare del partito Democratico. La Rai conferma la cancellazione non dell’intera puntata ma solo della parte riguardante il ricordo di Bachelet perchè nel montaggio era difficile separare l’intervista al figlio dal resto del servizio. Ma c’è l’assicurazione che sarà proposta dopo le elezioni regionali. La par condicio – che scatta a 45 giorni dalla tornata elettorale – prevede che la presenza di politici sia totalmente interdetta in quei programmi non riconducibili a informazione o comunicazione politica. AL SUO POSTO, DON LUCIANO CANTINI ‘A sua immagine’, in onda su Raiuno alle 17,10, si occuperà oggi di don Luciano Cantini . La puntata va in onda in diretta: al centro la figura di Don Cantini una volta clown con il nome d’arte Pompelmo. Oggi è sacerdote e come parrocchia ha tutti i circhi e le giostre d’Italia. La Rai aveva già da ieri diffuso un comunicato con la nuova scaletta dove appunto si leggeva che il protagonista della puntata era il prete vicino al mondo circense. Nella nota però non vi era alcun riferimento a Vittorio Bachelet né al cambio in corso d’opera. IL FIGLIO: “SONO STUPITO” «La Rai ha appena cancellato la puntata della trasmissione religiosa ‘A sua immaginè dedicata a Vittorio Bachelet nel trentesimo della morte». Lo ha reso noto il figlio di Vittorio Bachelet, Giovanni, deputato del Pd, che era stato intervistato. La notizia è stata diffusa nell’ambito di Manifutura, il festival organizzato da Nens in corso a Pisa. La trasmissione, registrata una settimana fa, sarebbe dovuta andare in onda, secondo quanto riferito da Bachelet, oggi pomeriggio alle 17 su RaiUno. «Abolita – aggiunge Bachelet – perchè conteneva un deputato Pd, cioè me». «Sono stupito e il conduttore del programma che mi ha comunicato la cancellazione lo era più di me – racconta Giovanni Bachelet -. Si trattava di una trasmissione di ricordo di mio padre, in occasione dei trent’anni, che cadevano ieri, 12 febbraio, della morte della sua morte. Non si è naturalmente parlato di politica e del mio partito, e io non sono candidato». Nella trasmissione dedicata al vicepresidente del Csm, ucciso dalle Br il 12 febbraio 1980 nell’atrio della facoltà di Scienze politiche della Sapienza, dove insegnava, mentre conversava con Rosy Bindi, il figlio Giovanni avrebbe parlato di ricordi personali del padre e della piccola Bibbia che i genitori gli regalarono quando era bambino. «Il conduttore Rosario Carello – racconta Giovanni Bachelet – mi ha spiegato che il nuovo regolamento della Rai è scattato 45 giorni prima delle elezioni e comprende la presenza di esponenti politici in qualunque trasmissione. Ma quella che è stata cancellata era un ricordo per il trentennale, che appunto capita ogni 30 anni. Ieri, è stato ricordato in occasioni pubbliche. Non capisco davvero perchè non si è potuto evitare di ricomprendere il programma nelle regole della par condicio». LA RAI: “APPLICATA LA PAR CONDICIO” È stata applicata la par condicio che prevede il divieto assoluto ai politici di partecipare a trasmissioni che non siano riconducibili a comunicazione o informazione politica a 45 giorni dalle elezioni: la Rai – secondo quanto si apprende – non può non applicare le norme, nè darne un’interpretazione ‘elasticà. In virtù di questo è stata cancellata dalla puntata della trasmissione religiosa A sua immagine (Raiuno, sabato ore 17) la parte su Vittorio Bachelet e quella del ricordo di suo figlio Giovanni, parlamentare del Partito Democratico. NATALE (FNSI): “ZELO BUROCRAZIA GENERA MOSTRI” «Lo zelo della burocrazia genera mostri. Oggi il servizio pubblico cancella incredibilmente il ricordo di Vittorio Bachelet a 30 anni dal suo assassinio per una cieca applicazione dei regolamenti». Lo afferma il presidente della Fnsi, Roberto Natale, commentando la decisione della Rai di non mandare in onda il programma ‘A sua immaginè dedicato a Vittorio Bachelet con la partecipazione del figlio Giovanni, parlamentare del Pd. «C’è da sperare che in un soprassalto di ragionevolezza – aggiunge Natale – la Rai ricordi quale e ‘ la sua funzione». AIART: “SCELTA DA BUROCRATI DEL CATASTO” «Una decisione da zelanti burocrati del catasto»: così l’associazione di telespettatori cattolici Aiart commenta la notizia dello stop alla puntata di A sua immagine sul trentennale della morte di Vittorio Bachelet fermata, secondo quanto detto dal figlio Giovanni, perchè conteneva un’intervista a lui che è candidato Pd alle elezioni. «In un sistema in cui la violazione delle regole è pressochè quotidiana, ci si accanisce contro A sua immagine solo perchè viene intervistato il figlio di Vittorio Bachelet, Giovanni, solo perchè è deputato», Luca Borgomeo, presidente Aiart. «È chiaro che Giovanni Bachelet parlava in qualità di figlio di Vittorio e non in qualità di politico», conclude. GIULIETTI: “PAR CONDICIO RIDICOLIZZATA” «La decisione della Rai di impedire a Giovanni Bachelet di partecipare a una trasmissione dedicata al ricordo del padre è la miglior conferma del tentativo in atto di ridicolizzare la par condicio e di aprire la strada alla legge del più forte ovvero del conflitto di interessi»: lo dice Beppe Giulietti (Articolo 21) sul caso della cancellazione – dovuta alla par condicio – dalla puntata di ‘A sua immaginè (Raiuno) della parte riguardante Vittorio Bachelet e l’intervista al figlio Giovanni. «Ci auguriamo che il presidente e il direttore generale vogliano chiedere scusa alla famiglia Bachelet e chiudere subito l’ennesimo spiacevole incidente», conclude.


